Partinico
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Partinico

Sin da epoca preistorica, la piana di Partinico è stata frequentata dall'uomo, come dimostrano i numerosi strumenti litici rinvenuti in diverse località e conservati nel Museo Civico di Partinico. In epoca protostorica invece (XIII-X sec.a.C.) la piana ha visto fiorire un regno sicano, con le città di Inico (Calatubo), Camico (Monte Bonifato), Crastos (Monte Palamita), Iccara (Monte D'Oro). Le due città di Inico e Camico vengono ripetutamente menzionate dalle fonti storiche come appartenenti alla dominazione agrigentina, fino alla conquista romana (III-IV sec. a.C.) che determinò, oltre alla loro scomparsa, la formazione del nuovo nome "Parthenicum".

Festa di Li Tri Re – 06 gennaio – Canicattì (AG)

La festa di Li Tri Re, è il riferimento ai Tre Re Magi che vennero dall’Oriente per visitare Gesù a Betlemme, seguendo la scia della Stella Cometa. La festa nacque nel 1870 per iniziativa del maniscalco Luigi Antinoro che ebbe l’idea di creare una grande festa per celebrare i Magi e a tale scopo fondò un comitato presso la chiesa del Santo Spirito. Interessante è notare come la tradizione abbia fornito una narrazione alternativa rispetto al Nuovo testamento, anche se ispirata dalla rivelazione di gesù Cristo come il Messia ai pagani.
La rappresentazione si svolge il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, a Canicattì. Al mattino il Quartiere Borgalino è il primo a svegliarsi con il suono soave delle cornamuse (ciaramedde) che attraversano il paese. La rappresentazione ha inizio nel pomeriggio, in sella ai loro cavalli Li Tri Re partono dalle chiese di San Francesco, Santa Lucia e San Domenico, anticipati da zampognari (ciaramiddrara), scudieri e soldati in foggia orientale, che convergono tutti in Piazza Roma.

I Magi, vanno diretti alla grotta di Betlemme, dalla fittizia reggia di Erode ricostruita su un palco in Piazza IV Novembre, tornano in Piazza Roma, dove svetta la Stella Cometa che segnala la presenza del Presepe, posto nel sagrato della Chiesa Spirito Santo. Li Tri Re si prostrano innanzi alla figura di Gesù Bambino, offrendo i loro doni: oro, incenso e mirra. Nel ritorno compare il personaggio dell’Angelo alato dalla spada sguainata che li mette in guardia da Erode, per poi recarsi da Giuseppe e riferire sulla strage degli innocenti. Segue la rievocazione drammatizzata della Fuga in Egitto con Giuseppe e Maria sull’asino con il Bambinello in braccio, l’accompagnamento musicale delle zampogne e l’allegro squillo delle campane.

Per maggiori informazioni: www.comune.canicatti.ag.it